Il ritratto del ministro della Giustizia più giovane della storia repubblicana

Il neoministro della Giustizia, Angelino Alfano, non è ancora molto noto per i non addetti ai lavori. Ma lui si fa forte del suo curriculum vitae, delle sue conoscenze e ora di essere diventato il più giovane Guardasigilli nella storia della Repubblica, a soli 38 anni.
10 LUG 08
Ultimo aggiornamento: 22:59 | 11 AGO 20
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Il neoministro della Giustizia, Angelino Alfano, non è ancora molto noto per i non addetti ai lavori. Ma lui si fa forte del suo curriculum vitae, delle sue conoscenze e ora di essere diventato il più giovane Guardasigilli nella storia della Repubblica, a soli 38 anni. E’ sempre stato considerato l’"emergente”, precoce in tutto. Una laurea in giurisprudenza a 22 anni, poi il dottorato in ricerca, fino alla politica: i primi passi li muove dietro ai banchi di scuola. A 24 anni scende in campo con Forza Italia, la sua prima campagna elettorale fuori dall'isola. In realtà anche il padre, che di nome fa Angelo, è stato vicesindaco Dc di Agrigento. Qualcuno lo considera troppo giovane per cotanto incarico. Di fronte agli scettici, ha risposto: “Io troppo giovane? Pensate a Kennedy”.
Per Alfano l’avvocatura è un ordine cavalleresco, è nato uomo politico, figlio di assessore comunale, precoce e brillante sin da ragazzino nella Dc, non ha mai esercitato la professione a tempo pieno: al paese quel che conta è la laurea in legge, in questo caso addirittura un dottorato di ricerca, l’importante è che, ogni tanto, i ragazzi che siedono ai tavolini del bar Sajeva di Agrigento, sbocconcellando le cotognate si chiedano: “Che fa Alfano?”; “L’avvocato”; “Minchia!”. Non è finito quindi un leghista a via Arenula, ma il giovane pasciuto nella Dc di Agrigento, uno che senza essere un “vasa vasa” è affabile come Totò Cuffaro, eppur reattivo come un leghista.
E' sposato con la sua compagna di sempre, Tiziana.